Di Sergio Mazzanti, socio fondatore di Rete dei Cittadini
Passato il periodo elettorale, con le sue luci e le sue ombre, i suoi successi e le sue delusioni, noi della RETE DEI CITTADINI ci stiamo riorganizzando, innanzitutto per cercare di capire che cosa siamo e cosa vogliamo essere. Con i due incontri della ricostituente del 18 aprile e del 22 maggio sono state gettate le basi per il futuro, ma il nostro progetto è così innovativo che la riflessione su cosa stiamo creando non può finire qua.
RETE DEI CITTADINI nasce dall’esigenza di unire gruppi e persone che non condividono l’attuale situazione socio-politica (in senso vasto) e vogliono lavorare insieme per cambiarla. Le ideologie hanno fallito in questo compito e sono ormai diventate un modo per dividere le persone, un ottimo strumento nelle mani di pochi per sfruttare i tanti (secondo il principio del divide et impera).
RETE DEI CITTADINI ha scelto saggiamente di superare le ideologie proprio per questo motivo.
Tuttavia la trasversalità e il principio federativo che portiamo avanti creano un problema umano, credo inevitabile. Le ideologie come schema che interpreta tutta la realtà sono superate. Ma se per “ideologia” intendiamo un modo di pensare e vedere la realtà, un insieme di convinzioni, ci rendiamo conto che non è così facile e forse impossibile liberarsene: l’uomo è infatti portato naturalmente a raggrupparsi tra persone che la pensano in modo simile.
Prima delle elezioni RETE DEI CITTADINI aveva un obiettivo chiaro, a breve termine (obiettivo che, non dimentichiamolo, è stato ottenuto, nonostante le difficoltà incredibili che abbiamo incontrato).
Ora che è terminata la funzione immediata di strumento elettorale, è il momento in cui deve venire fuori la vera differenza di RETE DEI CITTADINI rispetto a tutti i tentativi politici passati.
RETE DEI CITTADINI non aspira a creare un pensiero uniforme e neanche una linea politica unitaria. Non aspira a convincere gli altri, o a raccogliere quelli che la pensano come noi. Per questo ci sono i vari gruppi che aderiscono all’associazione, i quali, ciascuno a modo suo, portano avanti e aiutano a illuminare un pezzo della realtà.
RETE DEI CITTADINI aspira a far lavorare insieme tutti coloro, gruppi e singoli, che vogliono davvero migliorare la vita di tutti, che vogliono restituire al popolo la sua sovranità, anche se i modi e le strade per arrivare a questo obiettivo comune possono essere diversi. E’ dunque inevitabile che all’interno dell’associazione ci siano posizioni diverse, a volte anche molto diverse.
RETE DEI CITTADINI ha deciso di darsi dei paletti molto generali (l’anticasta, il rispetto della persona e dell’ambiente, secondo l’ultima versione dello Statuto), ma al di fuori di questi paletti ognuno la può pensare come vuole, purchè ci sia la disponibilità a confrontarsi davvero, cioè a mettere in comune le proprie competenze e ricchezze, ma allo stesso tempo metterle in discussione.
RETE DEI CITTADINI non è e non deve essere un “gruppo”, perchè un gruppo ha un modo di pensare e di fare relativamente uniforme, deve essere bensì uno strumento di unione e collaborazione.
La grande innovazione di RETE DEI CITTADINI è accettare le diversità, permettere non solo che queste diversità convivano, ma che si confrontino e si “contaminino” a vicenda.
Il nostro compito deve essere quello di organizzare e coordinare questo confronto e renderlo proficuo per le finalità dell’associazione: restituire la sovranità al popolo per migliorarne la qualità della vita.
Oggi ci sono tanti gruppi e tante singole persone più o meno utili per la causa comune. Ma uno strumento per metterli in rete non esiste. Riusciremo noi, singoli e gruppi della RETE DEI CITTADINI, a creare questo strumento?
Dico tutto questo mentre io stesso faccio parte di uno dei gruppi aderenti a RETE DEI CITTADINI, un gruppo che mi rappresenta più di qualunque altro e che ha molto da dire per migliorare la nostra società. Ma allo stesso tempo vedo la necessità di uno strumento che permetta di lavorare con tanti gruppi e persone che hanno una diversa sensibilità, un diverso percorso, diverse priorità.
La RETE DEI CITTADINI sta cercando di creare qualcosa di davvero nuovo, forse stiamo creando una forma di rappresentanza politica alternativa al modello “partito”, ormai incapace di esprimere il pluralismo e la complessità della società odierna. Cercando di guardare un po’ più in là di questo piccolo “metagruppo” che è oggi RETE DEI CITTADINI, si può intravedere i semi di qualcosa di grande e ambizioso. Sta a noi, e a tutti coloro che ci vorranno aiutare, coltivare e far crescere questo seme.




5 comments
Francesco
26 giugno 2010 a 15:04 (UTC 2)
Ciao, vi segnalo questa analisi.
http://retuvasars.blogspot.com/2010/06/piccolo-bilancio-politico-ambientale.html
DAVID RORRO
28 giugno 2010 a 01:36 (UTC 2)
l’esperienza di RETE DEI CITTADINI è andata molto meglio di quello che potevamo immaginare, diversamente dal movimento a 5 stelle , noi siamo nati 3 mesi rima delle elezioni, anche se i contatti sono antecedenti.
siamo riusciti ha fare l’impossibile e come prima volta possiamo dire che è stato un successo (il movimento a 5 stelle a roma neanch ha raccolto le firme)
per quanto riguarda il commento di sergio, credo che sia troppo personale e che non rappresenti tutti… o per lo meno la maggioranza. secondo me molti gruppi che potevano esserci d’aiuto sono andati via poco prima delle elezioni proprio perchè non si era formato un vero gruppo coeso ma alcuni hanno voluto decidere su altri… spesso siamo stati autocensori di noi stessi per paura di sbagliare e non abbiamo capito che la GRANDEZZA di questa novità sta nel dare voce a tutti… i paletti che abbiamo messo sono pochi, ma molto forti e le diversità che ci possono essere tra noi sono solo verbali o di gestione.. per il resto tutti vogliamo il bene del popolo, chi per l’ambiente chi per l’economia chi per le guerre ecc… tutti siamo daccordo perciò penso sia ora di cambiare rotta… o trovare un modo per recuperare tutti i pezzi che ci siamo persi in giro.
sergio
28 giugno 2010 a 15:26 (UTC 2)
Grazie per la segnalazione.
Il nostro risultato appare in effetti molto deludente, hanno fatto di tutto perchè il nostro risultato cominciasse con lo zero virgola, con trucchetti più o meno leciti (soprattutto meno) e soprattutto evitando accuratamente di citarci.
Sui segni incoraggianti da parte dei partiti sono abbastanza scettico, anche se non escludo che al livello locale ci possa essere qualcuno che riesce a fare qualcosa davvero per il bene comune
micheletamborra
30 giugno 2010 a 11:00 (UTC 2)
Credo che RDC sia un progetto ambizioso, importante, difficile e senza precedenti. Non credo ci sia stata mai un’organizzazione che abbia tentato di unire tutti i gruppi anticasta anche se molto diversi tra di loro. Io credo fermamente che ognuno debba mettere da parte le diversità e puntare sullo stesso obiettivo perchè altrimenti la casta sarà imbattibile per sempre.
sergio
1 luglio 2010 a 18:16 (UTC 2)
non direi mettere da parte le diversità, ma metterle in comune!
Le differenze sono una ricchezza, non le sprechiamo!