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mar 11 2011

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La dolorosa istoria delle fonti rinnovabili italiane

CIP 6 e DINTORNI e IL DECRETO “SPEGNI SOLE” – LA STORIA E I DATI AGGIORNATI
di Leonardo Libero, da ECQUOLOGIA

Diciannove anni fa alcuni grandi nomi del mondo imprenditoriale e finanziario, insieme all’alta dirigenza dell’allora monopolista elettrico, Enel, con l’ovvio benestare del premier di allora, hanno ordito un raggiro da 60.000 miliardi di Lire (30 mld di Euro) in materia di energia e ne hanno largamente goduto.

E’ andata così

Nel 1990, il governo dell’allora Germania Ovest, dimostrando sensibilità ambientale e grande preveggenza energetica, aveva imposto un piccolo supplemento sulle tariffe elettriche per investirne il gettito nella promozione delle fonti rinnovabili http://www.e-parl.net/eparlimages/general/pdf/080603%20FIT%20toolkit.pdf.

Poiché quel gettito è stato poi investito correttamente, oggi la Germania è non solo all’avanguardia nel settore fonti rinnovabili, ma è in particolare leader mondiale nel fotovoltaico, quantunque goda di una radiazione solare media molto inferiore a quella italiana (10 miliardi di Euro il fatturato complessivo 2009 delle aziende fotovoltaiche tedesche e 60.000 i posti di lavoro creati nel settore in 20 anni) http://www.qualenergia.it/view.php?id=1439&contenuto=Articolo.

Il 29 aprile 1992 il nostro governo ha voluto imitare quella norma tedesca e attraverso il Comitato Interministeriale Prezzi ha emanato il provvedimento n. 6, col quale è stato imposto un supplemento alle tariffe elettriche (di entità quasi doppia di quello tedesco) ed è stato però consentito di sovvenzionare col suo gettito non solo le vere fonti “rinnovabili”, ma anche altre, cosiddette “assimilate”, fra le quali sono stati poi ammessi gli scarti di raffineria petrolifera e i rifiuti. Gli imprenditori protagonisti dell’accordo di cui sopra sono così riusciti a trasformare certi loro pesanti costi di smaltimento in cospicue entrate, a spese degli utenti elettrici italiani. Il fatto è noto come “Affare Cip6” ed è stato accertato nella seduta del 6 novembre 2003 dalla X^ Commissione (Attività Produttive) della Camera, il cui allora Presidente, Bruno Tabacci, l’aveva definita “Una tassa occulta in favore dei petrolierihttp://www.fiper.it/htdocs/2003/061103-Xcomm.txt.

E così il Paese del Sole, dove il gettito di quei soprapprezzi è stato gestito non correttamente (eufemismo), oggi produce si e no un settimo dei materiali fotovoltaici che gli occorrono, mentre il resto lo deve importare. Nel solo 2009 quindi, ben diversamente dalla Germania, esso ha speso all’estero, a quel titolo, una quantità di valuta stimabile in quasi 2 miliardi di euro.

A questo pessimo risultato, va detto, ha concorso anche l’ostruzionismo alla produzione di elettricità “pulita” da parte di privati che l’Enel ha sempre esercitato, arrivando perfino a fare “la cresta” sulle spese di allacciamento a rete http://www.autorita.energia.it/it/com_stampa/01/cs_010806.htm. La stessa disinvoltura del resto con la quale, nella pubblicità per l’esordio in Borsa di Enel Green Power, esso si è autodefinito “leader mondiale delle fonti rinnovabili” http://wn.com/Intervista_a_Fulvio_Conti_sul_collocamento_di_Enel_
Green_Power
pur avendo realizzato davvero ben poco “di suo” in quel settore (le grandi centrali idroelettriche se le era trovate belle e pronte all’atto della nazionalizzazione).

Le aziende più beneficiate dalle sovvenzioni per fonti “assimilate” sono ogni anno all’incirca le stesse e la loro graduatoria 2009, nella spartizione di una “torta” da 2926,1 milioni di euro, per quel solo anno, è a pagina 51 (fig. 2,5) della relazione 2010 dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas: Edison (già FIAT, oggi EdF) 35,3%, Saras (Moratti) 12,6%, ERG (Garrone) 10,2% , Electrabel 7,7%, BG Group 7,4%, API 6,4%, E.On 6%, Cofatech Servizi 4,4%, Elettra 3,4%, Termica Celano 2,6%, ENI 1,1%, Altri 2,6%.

Dalla stessa relazione risulta che, come in ogni anno precedente, le sovvenzioni a fonti “assimilate” sono state molto maggiori, più che doppie, di quelle a fonti davvero “rinnovabili” (2.926,1 contro 1.268,1 milioni di Euro).
http://www.autorita.energia.it/allegati/relaz_ann/10/ra10_1_2.pdf

Sulle origini dell’ “affare Cip6”, e sui nomi coinvolti, fa praticamente testo il libro “Licenziare i padroni?” (Feltrinelli), uscito all’inizio del 2003 e scritto da Massimo Mucchetti, che oggi è Vicedirettore “ad personam” del Corriere della Sera e che nessuno ha mai smentito e tanto meno querelato.

L’8 febbraio, l’ing. Alessandro Ortis, presidente dell’Autorità per l’Energia elettrica e il Gas, ha lanciato un “allarme” sul costo eccessivo degli incentivi alle fonti rinnovabili, che dal 2001 al 2009 sarebbero costati, secondo lui, un’enormità
http://archiviostorico.corriere.it/2011/febbraio/08/Ortis_conti_
rinnovabili_costano_miliardi_co_9_110208034.shtml
.

Il 28 febbraio, il Ministro per lo Sviluppo Economico, Paolo Romani, ha dichiarato urgente interrompere un meccanismo di incentivazione all’energia rinnovabile che “tra il 2009 e il 2010 è costato 20 miliardi di euro agli italiani” http://cianciullo.blogautore.repubblica.it/2011/03/01/falsi-sulle-rinnovabili/.

I dati riguardanti il 2010 compariranno nella Relazione annuale 2011 dell’Autorità per l’Energia, che di norma viene pubblicata ai primi di luglio. Oggi essi sono quindi ignoti al comune cittadino. Il quale però può farsi un’idea della questione basandosi sulle relazioni annuali precedenti. Dalle quali, per il periodo 2001-2009, che l’ing. Ortis ha considerato nel suo “allarme”, risulta quanto segue:

Dalle rinnovabili, nel 2001-2009
http://www.autorita.energia.it/it/dati/eem17.htm
risultano prodotti 78.276 GWh

Dalle assimilate, nel 2001-2009
http://www.autorita.energia.it/it/dati/eem16.htm
risultano prodotti 344.344 GWh

Qui: http://www.autorita.energia.it/allegati/relaz_ann/10/ra10_1_2.pdf, alla tavola 2.14 di pagina 15/51, risulta che, almeno nel 2009, la remunerazione unitaria delle fonti assimilate è stata di 99,65 €/MWh e che quella delle fonti rinnovabili è stata di 185,67 €/MWh.

Perciò si può ritenere che, fra il 2001 e il 2009:

le rinnovabili abbiano pesato per
78.276.000 x 185,67 =  14.533.504.920 €

e le assimilate abbiano pesato per
344.344.000 x 99,65 =  34.313.879.600 €

cioè 2,36 volte di più.

E’ necessario altro, per considerare poco meditata (altro eufemismo) l’iniziativa del Ministro Romani ?

Fonte: www.ecquologia.com

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4 comments

  1. enza

    Ovviamente però, la soluzione più logica di eliminare gli incentivi alle assimilate, non è stata neanche presa in considerazione. Meglio tagliare sulle rinnovabili e disincentivare le famiglie alla microproduzione, che gli dà una noia ma una noia!!!

  2. Giovanni

    Tempo fa vidi una puntata di Report dedicata alle fonti rinnovabili in Germania e sono anni luce avanti a noi

  3. laura raduta

    sinceramente vedendo quello che hanno fatto con i soldi per le rinnovabili, cioè in granparte regalarli oltre che al petrolio e ai inceneritori, ma anche ai grandi capitali per riempire il nostro terreno agricolo di pannelli.. sono anche contenta che finalmente li levino sti incentivi..
    anche se se fosserò veramente furbi e con sale in zucca metterebberò un tetto per impianto e anche con incentivi piu piccoli ma continuerei a incentivare la piccola produzione.<di 20kW per esempio e solo su tetto.

    cmq nn tutto il male vien per nuocere.. adesso ci sarà un po di fermo ma dopo i prezzi si ribasseranno e anche con 3000€ a kWp si riesce benissimo a considerarlo economicamente sostenibile.. basta farsi due conti..
    a questo punto si spera aumenteranno gli impianti in isola con sistemi inovativi di stoccaggio di energia…

    cm non cè scelta: diminuire i consumi elettrici e di energia in generale, e poi sostituire sistemi vecchi e obsoleti, con nuovi a fonti rinnovabili e distribuiti.. per forza di cose
    o no?

  4. ornellapistolesi

    possiamo anche fare causa al GSE e farci restituire la parte, in euro,di cip6 che sono stati,erroneamente,erogati alle assimilate ma “regolarmente”pagati in bolletta

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