di Laura Raduta, RETE DEI CITTADINI
A cosa serve una parata? Per di piu militare?
Me lo sono sempre chiesta a cosa serviva in effetti tutte quelle persone che fanno le stesse mosse a tempo facendo vedere quanto sono bravi a sincronizzarsi o quanto sono belle le armi, le attrezzature o i carri armati che portano.
Belli?! Si fa per dire, ma sicuramente una parte della popolazione li ritiene belli e affascinanti; come gli aerei che fanno il tricolore.
Anche a me affascinano moltissimo le parate soprattutto quelle imponenti delle dittature asiatiche per esempio dove tantissime persone riescono a perdere la propria individualità e diventare un tutt’uno: come dei robot!
Mi viene sempre un brivido quando le vedo.. perchè in una prima analisi mi verrebbe da confrontarli con gli uccelli o gli animali che sanno stare insieme e coordinarsi in maniera cosi perfetta, ognuno con il proprio ruolo, ma dopo due secondi il brivido si trasforma in paura.. perchè gli animali non fanno sfoggio di oggetti e hanno sempre uno scopo utile nel loro coordinarsi, non come i nostri che al massimo ci disegnano le frecce tricolori nel cielo.
Insomma siamo strani noi umani.. spendiamo tantissime risorse in armi, attrezzature, macchine e cosi via, che servono, ci dicono, per la nostra difesa, per poi anche pavoneggiarci portandole in giro per la città, spendendo cifre ingenti. Tutto questo in un momento di profonda crisi economica che sta colpendo soprattutto i cittadini che non riescono a far fronte alle reali necessità. Chiediamolo a loro se riempiono la pancia con la parata di un po di carri armati, per quanto costosi essi siano?!
Motivo in piu il disastro del terremoto che continua a creare danni materiali ma soprattutto umani.
A cosa ci serve dimostrare quanto siamo bravi a marciare tutti insieme?
È vergognoso persino quando le cose per un paese vanno bene, ma in questo momento è proprio ignobile non rinunciare a questo ennesimo stupido spreco.
Lo stato ha il dovere morale di fare le scelte giuste per la popolazione e non per una nicchia di persone.
E se dire no alla parata ormai è un coro numerosissimo, pensiamo anche come fattivamente in prima persona possiamo dare una mano alla popolazione travolta dal terremoto.
Per chi può vada ad aiutare fisicamente, per tutti gli altri possiamo organizzarci per aiutare le aziende in difficoltà attraverso la filosofia del gruppo di acquisto, in questi giorni circolano moltissimi messaggi di questo genere.
Ma soprattutto riflettiamo, perchè dal disastro nasca sempre qualcosa di buono, sulla situazione delle nostra edilizia che oltre a mangiarci il territorio e riempirlo di cemento lo sta trasformando in bombe ad orologeria. Tutto a causa della cementificazione selvaggia ma anche dell’incuria di chi dovrebbe controllare, non ultimo gli utenti finali i quali spesso e volentieri danno più importanza alla pittura usata o al tipo di pavimento che alla regolarità statica dell’edificio che vanno ad abitare.




3 comments
enza
1 giugno 2012 a 13:01 (UTC 2)
Brava Laura! Ottime riflessioni. Anche se ormai la vergogna questi non la conoscono proprio, fa sempre bene ribadire che non hanno a che fare con una massa di ignavi. Il 2 giugno a Roma ci sarà la manifestazione nazionale per la difesa del risultato del referendum per l’acqua. Mi auguro che la partecipazione in massa a manifestazioni del genere oscurino totalmente la ridicola parata anacronistica ed autocelebrativa di Stato.
lauraraduta
1 giugno 2012 a 13:12 (UTC 2)
http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/
MI6
3 giugno 2012 a 02:33 (UTC 2)
A cosa serve una parata?
Dunque una parata serve ad evitare che la squadra avversaria realizzi una rete, o no?
Invece su ‘parata militare’ non saprei, forse c’è un errore e volevi scrivere ‘paraculata militare’…beh di paraculate militari ne esistono talmente tante che sarebbe impossibile elencarle tutte
Ciao :))