MISSIONE COMPIUTA!
I cittadini hanno scelto di votareSI’
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IL REFERENDUM
Il referendum è uno strumento di esercizio della sovranità popolare, sancita all’art. 1 della Costituzione della Repubblica Italiana.
L’esito referendario, espressione di questa sovranità, è una fonte del diritto primaria che vincola i legislatori al rispetto della volontà del popolo.
Forme e limiti di questa sovranità sono regolati dalla Costituzione dalle successive norme che stabiliscono le procedure referendarie e le materie che non sono sottoponibili a referendum.
In presenza di nuova legge che non rispetti l’esito referendario, i soggetti autorizzati (magistrati, politici, associazioni di cittadini) possono ricorrere alla Corte Costituzionale per ottenere l’abrogazione della legge.
La Costituzione italiana prevede numerosi tipi di referendum e tra questi c’è il referendum abrogativo di leggi e atti aventi forza di legge (art. 75).
Il risultato dei referendum sarà valido SOLO se si supera il quorum del 50%.
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QUESITI REFERENDARI
I quesiti referendari su cui siamo chiamati ad esprimerci sono 4:
Il primo quesito sulla privatizzazione dell’acqua riguarda le modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Si propone l’abrogazione dell’art. 23 bis (dodici commi) della Legge n. 133/2008, relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica.
Abrogare questa norma significa contrastare l’accelerazione sulle privatizzazioni imposta dal Governo e la definitiva consegna al mercato dei servizi idrici in questo Paese.
Il secondo quesito riguarda la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. In questo caso agli elettori viene proposta un’abrogazione parziale della norma. Si propone l’abrogazione dell’’art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto dell’ “adeguatezza della remunerazione del capitale investito”. Perché la parte di normativa che si chiede di abrogare è quella che consente al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio.
Con un terzo quesito si può abrogare la norma per la “realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare“. Si propone l’abrogazione del decreto-legge 25 giugno 2008, n.112, limitatamente all’art. 7, comma 1, lettera d: “realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare”.
Infine possiamo esprimerci per abrogare la legge sul legittimo impedimento di fatto un’impunità per il Presidente del Consiglio e per i Ministri che, non comparendo alle udienze dei processi che li riguardano, ne determinano continui rinvii.
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QUANDO SI VOTA
La data per i referendum abrogativi 2011 è fissata per il 12 e 13 GIUGNO, a scuole chiuse ed in aria di vacanza. Qualcuno avrebbe voluto il giorno di ferragosto ma fortunatamente non è stato possibile.
Con la complicità dell’opposizione, infatti, non è passata per 1 voto la proposta per l’election day cioè l’accorpamento dei referendum alle elezioni amministrative 2011 che avrebbe consentito di risparmiare 300-400 MILIONI di euro in un periodo di crisi ed avere maggiori possibilità di superare il quorum.
Alla Camera la maggioranza vince 276 NO contro 275 SI’ potendo contare sul voto del radicale Marco Beltrandi e su numerose assenze nelle file delle opposizione tra cui 10 deputati del Pd, 8 di Fli, 4 dell’Udc e 2 dell’Idv.
Evidentemente favorire il raggiungimento del quorum, accorpando le date delle amministrative e dei referendum, non è interesse né della maggioranza né dell’opposizione mentre la volontà di boicottarli è assolutamente trasversale a prescindere dalle posizioni ufficiali strombazzate sui media. Ricordiamo infatti a tutti che, in attesa che vengano introdotti i referendum senza quorum, vero strumento di democrazia diretta, i referendum non saranno validi se non si raggiungerà il quorum di 50% + 1, qualsiasi sia il risultato, quindi sarà fondamentale che ognuno coinvolga più persone possibile.
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PER APPROFONDIMENTI e SOSTENERE LA CAMPAGNA REFERENDARIA :
Documenti scaricabili:
- FASCICOLO NUCLEARE
- Istruzioni per l’uso campagna referendaria
- Volantino RETE DEI CITTADINI “Questa volta IO VOTO!”




4 comments
11 pings
Paolo Mazzanti
12 aprile 2011 a 11:58 (UTC 2)
Non so se conoscete i fatti, ignorati in Italia, sulle conseguenze dell’ultimo sisma in Giappone del 7 u.s. Preciso che la magnitudo è stata di 7 richter.
La Centrale di Onagawa ha subito il danneggiamento di 3 delle 4 linee elettriche per il raffreddanmento dei reattori (anche se fermi dal sisma dell’11/3).
La Centrale di Higashidori (x energia elettrica) e quella di Rokkasho (x riciclaggio scorie) sono rimaste senza tensione ed hanno dovuto usare per il raffreddamento le pompe diesel di riserva, mentre le due ulteriori di emergenza erano inutilizzabili, perchè in manutenzione.
Abbiamo invece saputo da televideo (non dai TG!), che è stata ampliata la zona di evacuazione delle persone da Fukushima, causa le forti radiazioni.
Un ovvio commento: almeno in Italia siamo quasi al buio su quanto succede in Giappone e non è tranquillizzante.
Un’ovvia considerazione: se nel supertecnologico Giappone ci sono i problemi suindicati (salvo altri nascosti) con un sisma di 7 gradi, cosa succederebbe in Italia con un sisma di 6 (come L’Aquila)?
Ultimissima notizia: il governo giapponese ha intenzione di dichiarare il disastro di Fukushima come di grado 7 (sette come Chernobyl ! ).
Paolo Mazzanti
12 aprile 2011 a 12:58 (UTC 2)
CONSIDERAZIONI SULLE CENTRALI NUCLEARI ED IN PARTICOLARE SU EPR+
1) Costo per kiloWattora, circa 0,06 Euro in aumento del 15 % all’anno (fonte MIT);
2) Tempi di costruzione molto lunghi, con conseguenze sui costi (in aumento imprevedibile);
3) Parte fissa del costo di produzione elevatissima, con pesanti conseguenze in caso di fermate;
3) Devono funzionare 24 ore al giorno per 365 giorni all’anno sempre al massimo;
4) Rischi imprevedibili (terrorismo, cataclismi, ecc);
5) Dipendenza da fornitori “critici” per il combustibile;
6) Non generano energia da fonti rinnovabili;
7) Manca uno “standard” di progettazione;
8) I governi devono al minimo pagare pesanti assicurazioni per ritardi non dovuti al fornitore;
9) La effettiva “availability” di una EPR è stata ridotta dal 91 % (dato Areva) all’ 85% (dato EDF);
10) Siemens A.G. ha abbandonato nel 2009 il progetto EPR finlandese ed ha ritirato la sua quota di capitale in Areva;
11) Il quotidiano francese “Le figarò” ha paragonato l’EPR all’ aereo Concorde (troppo complesso = poco sicuro);
12) I costi e gli interessi sul capitale richiesto sono elevatissimi;
13) Ai costi di costruzione devono essere aggiunti i costi di smaltimento e/o di dismissione;
14) La Società che gestirà la EPR finlandese, dichiara che produrrà più iodio 129 delle altre (“vita” media 16 milioni di anni);
15) Consumano moltissima acqua dolce (in Francia oltre il 40 % de totale del paese)
tommaso
12 aprile 2011 a 14:33 (UTC 2)
bene.. nel punto 5 espliciterei meglio che l’uranio è una fonte esauribile e non alla portata di tutti (come il sole) e quindi si sposterebbe il monopolio dal petrolio all’uranio.
Semplifichiamo al massimo questi punti per scriverli su un volantino
sergio
12 giugno 2011 a 20:21 (UTC 2)
Alle ore 19.00 (dai dati sulla quasi totalità dei comuni) la percentuale di affluenza è del 30.3%. Si vota fino alle 22.00 di oggi (domenica 12 giugno) e domani dalle 7 alle 15
RETE DEI CITTADINI » Blog Archive » 2070 lettera dal futuro sull’acqua
17 aprile 2011 a 10:37 (UTC 2)
[...] s’impossessino di una risorsa così vitale come l’acqua. A giugno, prendi sul serio i referendum, vota e vota SI all’abrogazione della legge sulla privatizzazione dell’acqua. Ieri [...]
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20 aprile 2011 a 14:44 (UTC 2)
[...] ———————————— Approfondimenti su Speciale Referendum [...]
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22 aprile 2011 a 08:21 (UTC 2)
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26 aprile 2011 a 12:27 (UTC 2)
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12 maggio 2011 a 13:39 (UTC 2)
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22 maggio 2011 a 21:04 (UTC 2)
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28 maggio 2011 a 08:59 (UTC 2)
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30 maggio 2011 a 20:17 (UTC 2)
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4 giugno 2011 a 08:34 (UTC 2)
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9 giugno 2011 a 23:02 (UTC 2)
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13 giugno 2011 a 00:43 (UTC 2)
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